Inevitabilmente con la matita in mano – Intervista a Canizales

Le storie di Harold Jiménez Canizales per la prima volta in Italia

di Alessandra Testa
(traduzione di Daniela Marchitto)
Les Mots Libres edizioni

Harold Jiménez Canizales, autore colombiano residente a Palma di Maiorca nelle Isole Baleari e conosciuto dallo staff di Les Mots Libres edizioni durante l’ultima edizione della Bologna Children’s Book Fair, non poteva che diventare un illustratore. Il suo amore per le storie è nato quasi inconsapevolmente, respirandone l’aria in famiglia e vivendo il boom del fumetto negli anni Settanta, un’atmosfera in cui l’innato talento è germogliato e ha preso il volo. Prima arrampicandosi come le foglie di un’edera, poi inseguendo il richiamo della creatività.
Bella e Il libro più straordinario del mondo sono i suoi primi titoli pubblicati in Italia.

Canizales, come è nato il suo amore per le storie?
Sin da piccolissimo mi sono interessato alle storie. In casa erano principalmente tre le fonti da cui attingevo racconti: la prima era mio nonno paterno, che aveva un’immaginazione molto vivida e raccontava sempre delle storie fantastiche; c’era poi una collezione che mio padre aveva comprato per sé quando era giovane, ed era piena di libri appassionanti: un vero e proprio tesoro di gioventù; infine il boom del fumetto negli anni Settanta mi ha portato a leggere con moltissima frequenza riviste per l’infanzia.

Ha iniziato a disegnare strisce da piccolissimo: qual è il suo primo ricordo d’infanzia con la matita in mano?
I primi ricordi a cui riesco a risalire sono quelli in cui a scuola, durante le lezioni, i professori credevano che io prendessi appunti, mentre in realtà disegnavo fumetti.

Ricorda il momento in cui la informarono che avrebbero pubblicato il suo primo libro?
Sì! È stato nel maggio 2015: erano già un paio di anni che visitavo le Fiere del Libro Internazionali come quella di Bologna e quella in Polonia… e infine, grazie alla promozione dell’Istituto di studi delle Baleari, la casa editrice polacca Tatarak ha deciso di correre il rischio con uno dei miei titoli: MNIAM! È stata un’attesa molto lunga – più di una gravidanza – ma alla fine è stato molto emozionante ritrovarmi con il libro tra le mani.

Chi è, se c’è, l’autore o il modello a cui si ispira?
Non ce n’è uno specifico, posso passare ore in biblioteca o in libreria curiosando tra tutti i libri per l’infanzia, amo scoprire il lavoro dei miei colleghi e mi capita di trovare l’ispirazione nel gesto di un personaggio, in una pennellata, nella voce di un dialogo, nella progettazione di una quarta di copertina, nella forma di una sagoma… Da tanti dettagli ricavo sempre stimoli molto utili.

La sua città natale è Cali, in Colombia. Come è finito alle Isole Baleari?
Quando ho concluso i miei studi in Belle Arti in Colombia, mi sentivo un po’ perso rispetto ai passi da seguire per sciogliere le briglie della mia creatività. Nel mio cammino mi sono imbattuto in un programma di borse di studio per seguire dei corsi post lauream in Spagna e sono riuscito a ottenerne una per un master in immagini all’Università delle Isole Baleari: una volta lì non sono più riuscito ad allontanarmi dai paesaggi e dalle spiagge.

L’anno scorso le Isole Baleari erano uno dei due paesi ospiti della Bologna Children’s Book Fair. È lì che ha incontrato Les Mots Libres edizioni. Come è andata?
È stato magnifico! La cosa più importante per un autore e illustratore è avere la possibilità di presentare e spiegare il proprio lavoro a un pubblico attento. Quando sono arrivato all’appuntamento è stato molto emozionante vedere che c’erano diverse figure della casa editrice ad aspettarmi con entusiasmo; è subito scattata la scintilla e sono stato felicissimo di vedere come i miei personaggi e le mie storie fossero apprezzati e di sapere che avevano trovato la loro casa in Italia. 

Bella e Il libro più straordinario del mondo sono i suoi primi titoli ad approdare in Italia. Come si aspetta che verranno accolti?
Bella
è stato un libro di grande successo e molto ben recepito, ha avuto la fortuna di cominciare a camminare col piede giusto, a partire dalla sua pubblicazione in Spagna grazie alla vittoria del premio Apila. È stato pubblicato anche in Messico, in Canada, nel Regno Unito e ora in Italia. Su internet lo si può trovare in alcune liste di libri consigliati affinché le bambine crescano conservando la loro intelligenza o in selezioni come “i tre libri più amati dai bambini”. Il mio obiettivo era che il messaggio arrivasse al pubblico e spero che questo accada anche in Italia. I commenti sul libro sono in generale molto positivi.
Il libro più straordinario del mondo viene invece pubblicato contemporaneamente in Spagna e in Italia, ed è stato molto emozionante vedere l’edizione italiana, arrivata prima di quella spagnola: spero che i genitori e i maestri accolgano il messaggio potente che questo libro porta con sé e che finisca tra le mani di molti bambini e bambine. 

Come nasce l’albo illustrato Bella? E come la storia della Strega si trasforma in un laboratorio per i più piccoli?
La Colombia è la quinta destinazione a livello mondiale per la chirurgia estetica, e ogni volta che tornavo mi inorridiva vedere gli estremi a cui arrivano certe persone, cedendo alla pressione di adeguarsi ai canoni di bellezza. Mi preoccupava pensare che forse tra vent’anni andare in sala operatoria per farsi qualche ritocco estetico sarebbe stato normale come andare a fare la spesa. Così ho pensato a una storia che mi permettesse di mostrare come la bellezza non risieda in parametri artificiali e commerciali, bensì nello sguardo che abbiamo su noi stessi, e che accettarci per come siamo ed essere autentici permetterà anche agli altri di scoprire la nostra bellezza, di qualunque tipo essa sia.
Il laboratorio basato sul libro è un modo divertente di trasformare la storia in un’esperienza viva: i bambini prendono parte in prima persona alla narrazione e ai cambiamenti della Strega, che modifica il suo aspetto per conformarsi a ciò che gli altri pensano di lei, finendo così col perdere la sua identità. I bambini che partecipano al laboratorio ne escono con un’idea molto chiara del valore che ha essere se stessi. 

E Il libro più straordinario del mondo? Che importanza ha per un bambino immedesimarsi e sentirsi protagonista di una storia?
Il libro più straordinario del mondo
nasce dal desiderio di sperimentare con lo spazio stesso del libro, mettendo al centro la creatività che c’è dietro ogni racconto. Nell’albo si gioca con il rapporto tra la finzione della narrazione e il suo supporto fisico: Samuel vive una storia narrata all’interno di un libro, e il libro è a sua volta protagonista della storia.
La necessità costante e il desiderio naturale dei bambini di conoscere storie nuove si riflettono in questa avvventura: il libro “sequestra” personaggi e oggetti come fonte di ispirazione per raccontare storie inedite, e queste si trasformano in tre reali libricini che l’albo contiene al suo interno.
Con questo lavoro ho voluto trasmettere ai bambini due importanti idee: la prima è che non devono dimenticare che l’avventura più emozionante – quella in cui si sentono pienamente coinvolti coi loro pensieri e sentimenti – è quella che scrivono giorno per giorno con la propria vita; la seconda è che esserne coscienti significa poter prendere le redini della propria vita e decidere che cosa si vuole essere, prima che siano gli altri a deciderlo al posto nostro.

A cosa sta lavorando? Quale sarà la prossima storia di Canizales che sfoglieremo?
In questo momento sto lavorando a una storia il cui protagonista è Tadeo, un orso che sente mancare qualcosa nella sua vita e, vedendo gli altri così felici, si chiede se questa felicità dipenda da tutti gli oggetti che possiedono, e decide così di lanciarsi in uno shopping sfrenato… Per questo motivo il libro si chiama Lo compro! Lo compri?

Se non fosse diventato un illustratore e autore di libri per ragazzi, cosa avrebbe fatto il Canizales bambino da grande?
Avrebbe continuato a provarci – sarebbe stato come guardare se si rompeva prima il vetro o la testa della mosca –, sono nato per fare questo! Creare personaggi, dare loro vita e far sì che rimangano se stessi lungo il cammino: spero che possano illuminare il punto di vista dei lettori e che questi si divertano e ricevano qualcosa di prezioso per le loro vite!

Ringraziamo Canizales e proponiamo di seguito una selezione di foto scattate domenica 12 novembre durante la presentazione e il laboratorio di Bella alla Libreria Giannino Stoppani.

Per approfondimenti sull’autore – e in particolare sul suo lavoro come illustratore – rimandiamo all’intervista pubblicata dai Mostri Selvaggi.

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